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Intervista a Rob Van Kranenburg

di Alessandro Bassi

  • Che cosa è IoT Day? Quando è stato creato e qual è la sua logica?

Ero e sono ancora molto turbato dalla mancanza di un dibattito pubblico sul più importante cambiamento nel nostro tempo, ossia rendere il mondo collegato da reti informatiche. Così ho deciso di iniziare a fare una giornata dedicata all’IoT. Ho scelto il 9 aprile senza nessuna buona ragione. So che è difficile vedere quello che il mondo dell’#IoT sta facendo, ma le informazioni su di esso sono così semplicistiche, legate a gadget e applicazioni quasi completamente inutili, e completamente scollegate a ciò che significa vivere in un ‘mondo intelligente’ o perché abbiamo ancora politici populisti in Europa, invece di sistemi cibernetici come a Singapore. Così l’idea alla base è che gli esperti parlino con i loro amici e famiglie, i loro panettieri, banchieri e contabili in modo tale che le persone che non hanno idea di quello che sta succedendo possano capire.

Questo è importante perché abbiamo bisogno del sostegno di tutti al fine di ottenere una implementazione dell’#IoT completa, con la costruzione di una trasparenza radicale in tutti gli strati della società. Se le persone hanno paura di perdere la loro privacy – una cosa che francamente non hanno mai avuto – o se si preoccupano della sicurezza – nell’era della copia! – possono iniziare ad opporsi alla transizione digitale.

  • Considerando le tue previsioni sull’adozione dell’IoT 5 anni fa, pensi che siamo indietro o avanti? 

Si tratta di una dimensione così strana! Alcuni settori stanno ancora dormendo, altri hanno accelerato ben oltre l’uso pratico di modelli di business applicabili. Alcune regioni geografiche sono molto indietro, altre sono completamente occupate dalla costruzione di città con uno stile “blockchain”. La realtà è che in Europa non esiste un piano per cui è difficile trovare indicatori che potrebbero dirci dove siamo e se si è sulla buona strada.

  • Come può l’internet degli oggetti minimizzare il digital divide?

#Iot è trasparenza radicale. Dopotutto ogni bene, ogni oggetto è in procinto di essere “etichettato” e pronto per il monitoraggio e l’analisi. Si tratta di un nuovo mondo, e ci saranno diverse divisioni. Il problema non è la privacy o la sicurezza, questi possono essere facilmente risolti con un approccio sistemico (vedi Singapore, Cina, Vietnam …) Il problema è la solidarietà! Se gli ingegneri non si svegliano e si assumono la responsabilità di realizzare cose utili, al di là dei loro gadget, applicazioni e servizi (e le auto chic e grandi stipendi), allora siamo di fronte alla rottura totale della società. E la nostra società si trasformerà in una cinquantina di città intelligenti, protette come zone militari, e Mad Max in mezzo.

  • Pensi che Bitcoin sarà la moneta ufficiale degli oggetti?

Credo che l’unica moneta in #IoT è il valore. Non c’è bisogno di un qualsiasi tipo di moneta in sistemi semi-autonomi, soltanto energia per macchine e conoscenza per le persone. In questo modo gli ecosistemi faranno baratto: scambi in natura per mantenere i sistemi attivi e la gente vivrà in tali ambienti di leasing che da ogni punto di vista hanno più senso per fornire i servizi di base.

  • Internet è stato “fatto” in garage o dormitori, e molti (se non tutti) i giganti dell’era Internet non esistevano prima della rete (pensiamo a Apple, Google, Cisco, Microsoft, Facebook, Amazon, …). L’IoT sembra più attraente per le grandi aziende, guardando gli sforzi fatti (almeno dal punto di vista del marketing) da parte degli attori esistenti. Pensi allora che c’è una sostanziale differenza tra Internet e IoT, o semplicemente che i vecchi dinosauri stanno cercando di far fronte (e/o sabotando) la crescita degli oggetti, per sopravvivere contro entità più piccole, veloci e agili?

Internet e il web si basano su due protocolli folli – trasmettere il pacchetto e il link – che sono sì robusti, ma anche insicuri per default dai virus. DARPA e il CERN hanno creato la connettività, i giganti della Silicon Valley hanno poi mietuto tutte le ricompense (dati). È una coincidenza che il ‘padre di Internet’ Vint Cerf, lavora da Google dal 2005? Il protocollo è stato così strano – flusso puro – che ha conquistato il mondo della velocità della luce. Con #IoT abbiamo a che fare con dei beni del mondo reale e di tutte le parti interessate sono consapevoli delle enormi sfide.

ENGLISH VERSION

  • What is IoT Day? When was it started and what is the rationale behind it?

I was and still am very upset by the lack of public discussion and debate about the single most important shift in our times; making the world connected by designed networks, and so I decided to make a day dedicated to IoT and I thought of April 9 for no good reason. I know that it is difficult to even see what #IoT is doing, but the reporting about it is so simplistic, just tuned to gadgets and applications, not to what it means to live in a ‘smart world’ or why we still have populist politicians in Europe instead of cybernetic systems like in Singapore.

So the idea behind it is that the experts talk to their friends and families, their bakers; bankers and accountants in a way so that people who have no clue what is going on understand.

This is important for we need their support in order to get #IoT working fully, building radical transparency in all layers of society. If people remain scared of their privacy – some thing they never had – or if they worry about so called security – in the age of the copy! –  then they can start to oppose the Digital Transition. 

  • Considering what you thought about IoT adoption 5 years ago, do you think we are below, about or above plan?

It is such a strange space! Some nodes are still asleep, others have accelerated far beyond practical use of applicable business models. Some regions are far behind, others are fully busy building blockchain cities.

The reality is that in Europe there is no plan so it is hard to find indicators that could tell you whether you are on track.

  • How can IoT minimize the digital divide?

#Iot is radical transparency. After all every good, object, item is in the process of being tagged and made ready for tracking and analysis. It is a new world, and there will be different divides. The issue is not privacy or security, these can be easily fixed in a system approach (see Singapore, China, Vietnam…) The issue is solidarity! If the engineers do not wake up and take responsibility beyond their gadgets, applications and services (and fancy cars and big salaries) then we face the total breakdown of society. It will look like fifty smart cities (military zones) in Italy and Mad Max in between. 

  • Do you think Bitcoin will be the official IoT currency?

I think that the only currency in #IoT is value. There is no need for any type of currency in semi-autonomous systems but energy for machines and meaning for people. So ecosystems will do barter, in-kind, swaps to keep systems going and people will live in such leasing environments that from any logical system perspective it makes more sense to provide basic services.

  • Internet was “made” in garages or dorm rooms, and many (if not all) internet-era giants did not exist before the net (Apple, Google, Cisco, Microsoft, Facebook, Amazon, … ). IoT seems more appealing to large corporations, looking at the efforts that are (at least from the marketing point of view) spent on it by existing actors. Do you think then that there is a substantial difference between Internet and IoT, or just that the old dinosaurs are trying to cope with (and/or sabotage) the IoT wave, for survival from smaller, faster entities?

The internet and the web are based on two crazy protocols – pass on the packet and pass on the link –  that are resilient yes, but also an insecure by default virus.  DARPA and CERN made the connectivity, the Silicon Valley Over The Top Players reaped alla the rewards (data). Is it a coincidence that Vint Cerf ‘father of the internet’,  is with Google sine 2005? The protocol was so strange – pure flow – that it conquered the world in unseen speed. With #IoT we are dealing with real world assets and all the stakeholders are aware of the enormous challenges.

FONTE:

http://www.theinternetofthings.eu/rob-van-kranenburg 

2017-11-14T10:59:14+00:00

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