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La sostenibilità sociale di fabbrica come abilitatore della produttività nell’Industria 4.0

di Fabio Gregori

Una delle principali sfide dovute alla quarta transizione industriale è legata all’identificazione del ruolo dell’uomo nell’ambiente “fabbrica”.

Infatti, le potenzialità legate alla digitalizzazione di fabbrica, alla diversificazione di competenze ed allo sviluppo di intelligenze artificiali, sono componenti imprescindibili per passare al modello 4.0. Diventa però sicuramente necessario riflettere sulla sostenibilità di questi cambiamenti nei confronti dell’uomo. Questo tema suscita particolare interesse per il territorio italiano, dove la manifattura, e quindi il lavoro manuale, risultano essere fondamentali per il nostro indotto industriale. Si consideri che sono ben noti strumenti e metodologie per misurare la sostenibilità ambientale ed economica di processi produttivi; non è possibile tuttavia affermare lo stesso per quanto riguarda la sostenibilità sociale di impianto.

In questo contesto, presso l’Università Politecnica delle Marche, si sta lavorando su un’innovativa, quanto strategica, tematica di ricerca quale la sostenibilità sociale nel paradigma di Industria 4.0. Nello specifico, il gruppo di ricerca del Prof. Michele Germani, all’interno del Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche – DIISM (uno dei 180 Dipartimenti di Eccellenza d’Italia), sta sperimentando una metodologia per identificare la ricaduta sull’operatore di un processo industriale e dell’utilizzo delle tecnologie innovative nel contesto “fabbrica”.

Il gruppo di ricerca ha sviluppato una metodologia per effettuare l’analisi sociale di un impianto produttivo al fine di misurare la sostenibilità del lavoro manuale all’interno dello stesso. Legata a questa metodologia, è stato realizzato un framework IoT atto a monitorare l’operatore all’interno del plant durante lo svolgimento delle attività lavorative. Il framework è composto da un set di sensori connessi che permettono la raccolta dei dati necessari per effettuare l’analisi sociale di impianto, a partire da informazioni legate all’operatore, al processo ed all’ambiente “fabbrica”.

I dati raccolti mirano a definire la situazione di ergonomia fisico-cognitiva dell’operatore, comprendendo il carico delle operazioni in fase di svolgimento sulla concentrazione e sul rendimento dell’operatore nell’arco dell’orario lavorativo. Tramite l’analisi dei suddetti dati è possibile comprendere quali siano le criticità di impianto da un punto di vista dell’operatore e quali siano le azioni correttive da effettuarsi al fine di verificare la proporzionalità diretta tra la produttività di impianto ed il benessere dell’operatore.

È inoltre possibile, tramite questa tipologia di analisi, effettuare azioni migliorative sulla gestione della rotazione degli operatori, consentendo loro di poter operare in attività maggiormente compatibili alle caratteristiche psico-fisiche di ciascuno, evitando malattie professionali. Questo framework e la relativa metodologia di analisi, sono state sperimentate all’interno di una realtà industriale marchigiana molto attenta alla sostenibilità industriale: Eurosuole SpA. Questo caso-studio ha permesso all’azienda di migliorare alcune postazioni di lavoro, definendo uno scenario produttivo più efficiente da un punto di vista ambientale, economico e sociale.

Il tema verrà affrontato durante il convegno “Sostenibilità ambientale, energetica e sociale nell’industria 4.0

Link: iotitaly.net/sostenibilita-industria-4

2018-01-19T09:43:59+00:00

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