Una think tank

per l’intero settore dell’IoT in Italia, per uno sviluppo di attività’ legate all’IoT in qualsiasi campo.

secondo i maggiori analisti, l’Italia e’ ai margini della rivoluzione dell’Internet of Things, per mancanza di infrastrutture e assenza di un “sistema” di imprese che creino delle sinergie importanti.

Associazione di categoria

Rappresentare verso il mercato e le autorità pubbliche interessi come iniziativa comune del mercato piuttosto che di un singolo;

L’IoT comprende innumerevoli settori tecnologici e applicativi solo un approccio comune, condiviso, può permettere ai vari attori di lavorare sinergisticamente e di portare avanti iniziative comune volte al suo sviluppo in Italia.

Conoscenza Condivisa

Sviluppare un livello di conoscenza molto elevato in un settore in continua evoluzione.

L’IoT comprende innumerevoli settori tecnologici e applicativi solo un approccio comune, condiviso, può permettere ai vari attori di lavorare sinergisticamente e di portare avanti iniziative comune volte al suo sviluppo in Italia.

Le previsioni sul valore dell’Internet of Things nel mondo sono enormi. Secondo John Chambers (CEO di Cisco) 19 Trilioni di dollari; le analisi di McKinsey parlano di un impatto economico potenziale tra 3.9 e 11 trilioni di dollari all’anno, a partire dal 2025. Tutti i settori saranno interessati: dal manifatturiero alle città, dalla grande distribuzione alla domotica, al wellness e all’e-health, al turismo.

Secondo gli analisti, pero, attualmente l’Italia non e’ nelle prime posizioni per quanto riguarda i fattori che permetteranno la crescita di tecnologie connesse. Le ragioni principali sono una mancanza di infrastrutture, di talenti e di una limitata capacità delle aziende di fare sistema.

 Altre nazioni Europee, come l’Inghilterra, la Francia e la Germania, hanno lanciato iniziative sull’IoT, o addirittura fa parte del programma del governo. 

Se questa situazione non cambierà, l’Italia resterà a i margini di questa nuova rivoluzione digitale, e ci sara ovviamente un impatto negativo per quanto riguarda l’occupazione in generale e il know-how. Essendo l’IoT un settore molto ampio, non c’e’ un singolo operatore in particolare che possa fare da traino al resto delle aziende; ci vuole un approccio comune, condiviso, per permettere ai vari attori di lavorare sinergicamente e di portare avanti iniziative comuni volte allo sviluppo di questo settore in Italia.